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Quoziente Familiare: Non passa in Cons.Comunale in quanto votato a favore solo dalla Minoranza.

venerdì, luglio 9th, 2010

Nell ultimo consiglio Comunale  del 5 Luglio tra l’altro si è discusso   del Quoziente Familiare: poche parole per capire di cosa di discute.

Le tariffe dei Servizio Comunali (Scuola di’Infanzia, Mensa  e trasporto scolastico, Micronido)  vengono ridotte  di una certa percentuale  rispetto alla tariffa piena per venire incontro alle famiglie con redditi piu’ bassi.

Tali sconti tariffari sono “pesati “   determinando  l’ISEE  della Famiglia  che prende in considerazione il reddito familiare    dedotto l’eventuale affitto, il valore ai fini ICI del patrimonio immobiliare al netto della franchigia vigente (€51645) e del mutuo  sulla abitazione principale, il patrimonio mobiliare (cioè la ricchezza) investita in conti bancari, libretti, titoli dep. Postali ecc.

Mettiamo che questo calcolo determini una ISEE di 10.000,  bene questo valore viene diviso per il numero dei componenti la famiglia  utilizzando un parametro ( compreso tra 1 e 2,85  che “schiaccia i benefici”  dando maggiori vantaggi in proporzione alle famiglie con tre componenti che non a quelle con 5 componenti o oltre.

Per rettificare questa anomalia    il parametro in vigore viene sostituito dal parametro denominato Quoziente Familiare Osnago che  risulta piu’ sensibile al numero dei figli presenti in famiglia.  Inoltre per rendere piu’ significativi gli sconti sono state  abbassate le soglie di intervento praticamente escludendo  gli interventi per la famiglie con fasce ISEE  superiori a € 20.000 giudicate non    bisognose.

In definitiva si trattava di  applicare tramite il Quoziente Familiare Osnago  una  tariffa  piu’ scontata rispetto all’attuale  assicurando vantaggi ai portatori di redditi piu’ bassi, escludendo  una ristretta facia di redditi  “alti”   ai fine ISEE  giudicati   in situazione “non di bisogno”.

Come tutte le proposte  possono essere accolte o respinte, ma almeno   valutate, prese in considerazione e       adottate in tutto o in parte acquisendo ciò che di buono c’è nella proposta, ed eventualmente riformando gli aspetti che non si condividono.

L’attuale Maggioranza compattamente non ha appoggiato la nostra proposta,  adducendo considerazioni  non   condivisibili  che riportiamo in calce alla presente nota subito dopo  la  nostra  dichiarazione di voto a favore

“””Gruppo PDL Lega per Osnago:Dichiarazione di voto   Quoziente Osnago:

Al termine di questa approfondita disamina di un argomento abbastanza ostico  in quanto basato su numeri e cifre,  ma che diventa subito facilmente  comprensibile  se pensiamo che questi numeri e queste cifre altro non sono che  maggiori risparmi da parte delle famiglie,    intendo riconoscere al Consigliere Arlati  il merito di questa iniziativa  proposta e studiata  principalmente da lui e  da me e dal mio Gruppo Consiliare   definita nella versione oggi proposta alla votazione del C.C.

L’adozione dl Q.O apportera’  sicuri vantaggi dato che gli attuali parametri applicati ad Osnago non paiono piu’ adeguati alle rali esigenze  dei Cittadini  e che  spesso si verificano situazioni paradossali a tutto svantaggio della maggior parte delle persone  che effettivamente  ne dovrebbero beneficiare.

Tali vantaggi   ,  come illustrati nella  relazione ora ascoltata,  si riassumono in:

  • Maggior equità nella applicazione dei contributi;
  • Maggior  omogeneità nella suddivisione delle fasce ridotte  da  mediamente 5  a tre;
  • Maggior semplicità nel meccanismo di calcolo   e quindi di immediata  comprensibilità da parte delle famiglie;
  • Maggior salvaguardia delle fasce a minor capacità economica;
  • Maggior  equità sociale   riducendo le fasce piu’ alte di reddito;
  • Salvaguardia  dell’attuale impianto di  calcolo   basato sul  metodo   dell’ I.S.E. E.
  • Nessun  aggravio al Bilancio Comunale.

Per questi motivi    votiamo a favore.

Claudio Brambilla  per il Gruppo Consiliare PDL Lega per Osnago”"”"”

Dichiarazione di voto del Gruppo “Progetto Osnago”

La proposta presentata dai consiglieri Arlati e Brambilla, denominata “Quoziente familiare Osnago”, è un lavoro sicuramente apprezzabile. Infatti costituisce un esame organico del sistema di tariffe e contributi delineato dal Piano di diritto allo studio, e ha un carattere propositivo, nell’intento di rendere più equo ed equilibrato il rapporto tra amministrazione e cittadini, sul versante delle politiche tariffarie e dei contributi. Tuttavia, la proposta in esame rappresenta un’ipotesi che deve necessariamente essere valutata e verificata. Anche a partire da alcune premesse politiche di ordine generale. Da diversi anni, infatti, a livello parlamentare si discute di una riforma del sistema fiscale. In questa prospettiva, segnata anche dalle più ampie discussioni sulla riforma del welfare, al centro del dibattito politico si è trovato spesso anche il tema del trattamento fiscale dei nuclei familiari. Questo tema si è concretizzato in due disegni di legge (uno dell’attuale maggioranza e uno dell’attuale opposizione) che sono allo studio delle commissioni parlamentari competenti. In linea di principio, i principali sistemi impiegati in materia di tassazione dei redditi possono essere raggruppati in tre tipi: · Tassazione puramente individuale (Italia) · Tassazione puramente familiare · Tassazione per parti: spazio per il “quoziente familiare” (Germania, Usa, Inghilterra, Francia) Le proposte di legge allo studio implicano cambiamenti sostanziali del sistema di imposizione, che aprono effettive potenzialità, ma anche rilevanti interrogativi. Applicabili, in qualche modo, anche alla proposta dei consiglieri Arlati e Brambilla. In sintesi, potremmo chiederci: 1. Se l’unità impositiva passerà dall’individuo al nucleo famigliare, certamente ciò renderà più equa la “calibratura” del carico fiscale sulle famiglie, nella prospettiva di valorizzarne la funzione sociale per la comunità. Ma cosa si definisce come famiglia, sollevando questioni giuridiche, amministrative, gestionali, morali; 2. Se la tassazione sarà in funzione della numerosità del nucleo familiare, come potremo “misurare” le variazioni del benessere individuale al variare del numero dei membri del nucleo familiare? Come considerare gli indicatori di “peso” (ai fini del calcolo matematico) di ciascuno membro? E come si “pesano” altri familiari a carico? 3. Come conciliare l’eventuale riforma con il concetto, costituzionale, di progressività dell’imposta, al fine di garantire l’equità dei carichi fiscali? Come bisognerà rivedere gli scaglioni relativi all’imponibile? 4. La tassazione “per parti” rischia di indurre una disincentivazione del lavoro femminile (e in Italia il tasso di occupazione femminile è già ben sotto la media europea)? Come evitare che ciò accada? 5. Come garantire, con l’eventuale nuovo sistema, una parità di gettito fiscale, con meccanismi che disincentivino l’elusione e che mettano in atto una più profonda lotta all’evasione? A cospetto di questi interrogativi, alcune analisi e simulazioni, effettuate da esperti e centri studi, riguardo all’introduzione del Quoziente Familiare nel sistema tributario italiano, mettono in luce che essa potrebbe generare distorsioni, in termini di equità orizzontale e verticale delle imposte. Si teme che esso possa rivelarsi intervento di carattere “moralistico”, invece che una “neutrale” e oculata scelta di politica fiscale a sostegno delle famiglie (tutte le famiglie). In ogni caso queste prospettive di riforma, e le opportunità e i problemi che esse aprono, trovano nel parlamento il luogo naturale di discussione, dibattito ed elaborazione. E ogni applicazione di tipo amministrativo, nello scenario delle politiche tariffarie e dei servizi degli enti locali, non può che essere determinata dalle scelte che competono al legislatore. Così, tornando alla proposta presentata dai consiglieri Brambilla e Arlati, formulata in assenza di novità normative e di una riforma fiscale generali, appare inevitabile che essa non introduca alcunché di rivoluzionario. Infatti la base di calcolo da cui parte è l’Isee, come più volte chiariscono gli stessi proponenti. Tale meccanismo presenta già, nel sistema di calcolo che lo costituisce, elementi di adattamento alla numerosità del nucleo familiare, alla presenza in famiglia di categorie di persone particolari (invalidi, disabili), alla presenza di un solo genitore, e ad altre situazioni. La proposta Arlati-Brambilla si limita ad apportare correttivi a questo strumento, in alcuni casi minimi, comunque orientati ad avvantaggiare le famiglie più numerose (alle quali, peraltro, l’amministrazione di Progetto Osnago ha già dimostrato di essere attenta, realizzando interventi su alcune tariffe, come quelle per la Tia, per il Centro ricreativo estivo, per la stessa mensa e trasporto scolastici). Ma la proposta non costituisce un reale cambiamento di paradigma, né potrebbe ambire a farlo. E in più rischia di dare vita a un “Quoziente Osnago”, difforme da altre soluzioni (per esempio, quella pur citata di Parma) di cui si sta discutendo in Italia: un “atomizzazione dei Quozienti” di cui non si avverte il bisogno. Nella proposta Arlati-Brambilla, inoltre, si sottolineano i vantaggi che derivano dall’applicazione del Quoziente Osnago, ma non si approfondisce il tema dei costi che l’eventuale minor gettito comporterebbe per le casse dell’amministrazione. Introdurre nuovi meccanismi di calcolo comporta, oltre a eventuali minori introiti per l’amministrazione, anche altri effetti di spesa: per esempio, i costi relativi all’introduzione e alla gestione dei nuovi meccanismi, e il relativo maggior carico di lavoro per il personale e gli uffici interessati. La proposta Arlati-Brambilla è davvero a parità di costi per il Comune? Alla luce di tutte queste considerazioni, il gruppo Progetto Osnago manifesta apprezzamento per lo sforzo di analisi e proposta espresso dai consiglieri Arlati e Brambilla. L’amministrazione, però, sta lavorando (e non da oggi, come confermano correttivi e cambiamenti già decisi nel passato, anche recente, rispetto alla modulazione di fasce e tariffe) a un affinamento delle fasce Isee, che attenui se non elimini alcune criticità riscontrate da tempo e individuate anche dal progetto Arlati-Brambilla. L’amministrazione, come annunciato già l’anno scorso, in sede di dibattito sul Piano di Diritto allo Studio, sta dunque studiando una proposta, che sarà portata in Consulta Istruzione e poi, naturalmente (a settembre, nell’ambito della presentazione del Piano di diritto allo studio), proprio in Consiglio comunale. Essa si basa su un attento esame della distribuzione attuale dei carichi tariffari e su una più calibrata e flessibile modulazione delle fasce Isee. In questo processo, ci sarà spazio per i contributi di analisi e proposta da parte di tutti i soggetti politici e sociali del paese, comprese le riflessioni che stanno alla base della proposta discussa questa sera. La quale però, per le ragioni sin qui addotte, non viene accolta dal gruppo Progetto Osnago, che voterà “no” alla mozione Arlati-Brambilla.

l Gruppo  “Progetto Osnago”

Interpellanza “BAR Spazio Opera” ,prime conseguenze? Leggi di seguito l’articolo pubblicato da Merateonline.

sabato, luglio 3rd, 2010

Retesalute: per le dimissioni di Guarnieri si scatena Robbiani. E sull’ASP si profila una battaglia per la conquista del potere.

Andrea Robbiani, Roberto Guarnieri e John Patrick Tomalino

Era andata avanti anche sin troppo e forse, se un errore Marco Panzeri l’ha commesso è stato quello di riconfermare Roberto Guarnieri, nel 2009, alla direzione generale di Retesalute sino alla fine del prossimo anno. Questo giornale aveva criticato sin dall’inizio la nomina dell’esponente di centrosinistra imposto da Mazzuconi al vertice dell’Azienda speciale pubblica. Un’azienda del tutto nuova, almeno per il lecchese, che ambiva a coordinare e in parte erogare direttamente servizi alla persona doveva, a nostro parere, essere guidata da gente del territorio, con robusta esperienza alle spalle. Avevamo fatto anche qualche nome: Sandro Cesana, Giliola Sironi. Chi ha buona memoria li ricorderà alla testa del Mandic quando l’ospedale era provinciale. Avevamo anche suggerito di frazionare il compenso di 100mila euro l’anno su tre figure: un responsabile amministrativo, un esperto di questioni sanitarie e un coordinatore dei servizi sociali. Niente. La senatrice Mazzuconi spalleggiata dall’ex sindaco di Merate Battista Albani aveva puntato diritto sul solo direttore generale, pur sapendo che il dottor Guarnieri è senz’altro un esperto di servizi sociali ma è anche totalmente a digiuno di questioni sanitarie e amministrative. E, dagli enti locali alle aziende private tutti sanno che senza una buona amministrazione di strada se ne fa molto poca. Panzeri in questi anni ha cercato di supplire in qualche modo a queste preoccupanti lacune. Ma continuare nonostante la necessità di poter disporre di una struttura amministrativa capace di fornire dati per centri di costo e contabilità analitica e priva di un vero esperto di questioni sanitarie, appariva ogni giorno di più un’impresa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che goccia se vista con occhio giuridico disincantato, è stata la vicenda dello sportello famiglie di Osnago con annesso locale bar.

Il dottor Guarnieri aveva presentato il progetto a marzo durante una seduta del Consiglio di Amministrazione. Il presidente Panzeri aveva chiesto di conoscere la procedura di assegnazione della gestione del bar, visto che comunque questo aspetto esula dal servizio sociale stretto e sconfina nell’ambito puramente commerciale. Secondo Guarnieri si poteva procedere con assegnazione diretta; secondo Panzeri era preferibile la procedura con evidenza pubblica. A metà aprile la vicenda era tornata nel CdA con le medesime posizioni: Guarnieri fermo sulla propria tesi e Panzeri deciso per la gara. Assente il consigliere di centrodestra Tomalino, il CdA aveva concordato con Panzeri, il quale si era detto disponibile a esporre questa linea al Sindaco di Osnago. Paolo Strina decise, visti i tempi dilatati, di procedere come Comune ad assegnare l’incarico di gestione del bar. L’esigenza di avviare il servizio per le famiglie era impellente. Nuovamente convocato il CdA di Retesalute, questa volta presente anche Tomalino aveva approvato di procedere in questo modo. Ma nell’interpretazione di Roberto Guarnieri tutto ciò suonava come una delegittimazione. Panzeri aveva rassicurato il Direttore che la procedura usata è senz’altro la migliore, e la più sicura dal punto di vista della legittimità giuridica. La necessità di rafforzare la competenza giuridico-amministrativa aveva indotto il Presidente a proporre allo stesso Guarnieri una figura in staff che potesse dare una mano nell’organizzare la gestione del bilancio e valutare attentamente, dal punto di vista legale, le procedure. Guarnieri sembrava rendersi conto di questa necessità ma dal suo punto di vista si trattava comunque di una ulteriore delegittimazione. Le strade ormai si andavano divaricando. Presidente e Direttore avevano quindi concordato a giugno di assumere una decisione risolutiva per il rapporto di lavoro entro fine luglio. Invece a sorpresa Roberto Guarnieri, senza informare Marco Panzeri, il 30 giugno ha inviato una mail ai consiglieri di amministrazione annunciando le proprie dimissioni. La notizia è rimbalzata da Tomalino a Zanmarchi, nel corso della commissione di mercoledì e da questi a Robbiani che, col consueto impeto, ha convocato d’urgenza l’assemblea consortile per mercoledì prossimo con un unico punto all’ordine del giorno: la questione Guarnieri. In realtà il Direttore resta in carica per i tre mesi di preavviso, ossia fino al 30 settembre. E, peraltro, all’interno del gruppo dirigente ci sono operatori – a partire dalla dottoressa Milani – molto competenti, sicuramente in grado di svolgere il compito di Guarnieri senza alcuna difficoltà. Difficile, dunque, comprendere la fretta del Sindaco di Merate.

Interpellanza sulle modalità di affidamento gara appalto Bar ricreativo presso Auditorium Spazio Opera di Via Matteotti

giovedì, maggio 13th, 2010
Al  Sig. Sindaco del Comune di

Osnago

Dr. Paolo Strina

Osnago,  28 Marzo  2010
Oggetto: Interpellanza in merito alla delibera di Giunta numero 64 del 23 aprile 2010 con la quale viene revocata la precedente delibera di Giunta numero 29 del 23 febbraio 2010.
Desta sorpresa l’iniziativa contenuta nella delibera in oggetto,  con la quale viene revocata l’indizione di una gara d’appalto per l’affidamento in gestione dell’attività del bar ricreativo per famiglie presso lo Spazio Opera di via Matteotti.

Poiché questa iniziativa è particolarmente accalorata da codesta Giunta si interpella la S.V. per essere messi a conoscenza dei fatti che hanno motivato la revoca dell’incarico per l’espletamento della gara all’Azienda Consortile Speciale Retesalute,  e di  espletare il bando di gara  direttamente da parte del Comune di Osnago.

In particolare si intende conoscere quale pubblicità è stata (o verrà) riservata al nuovo bando di gara e quali motivazioni sono state alla base della diversa articolazione della gara d’appalto rispetto all’originaria struttura  dell’11 maggio 2009.

Questa prevedeva tra l’altro:

  • un canone annuo di 3000€ a favore del comune;
  • che l’allestimento del bar fosse a carico del gestore;
  • il comune non stanziava contributi – né una tantum, né annuali.

L’attuale formulazione del bando di gara, approvato con la determinazione numero 237 del 05 maggio 2010, prevede invece

  • un contributo una tantum a carico del comune di 20000€ per l’allestimento del bar;
  • una  sovvenzione annua di 6000€;
  • requisiti tecnici più restrittivi;
  • centro ricreativo estivo obbligatorio.

Distinti saluti

Claudio Brambilla –  Per il Gruppo Consiliare PDL Lega per Osnago

Consigliere Francesco Arlati